In occasione della ricorrenza dei nostri 15 anni, per ringraziarvi della vostra vicinanza e dell’ampio sostegno ricevuto, abbiamo pensato di farvi un piccolo regalo.Si tratta di un breve studio che abbiamo preparato dal titolo “L’AGRICOLTURA IDROPONICA : COME NUTRIRE IL PIANETA SENZA INQUINARLO” Lo potete trovare in forma integrale sul nostro sito: www.abiatrelaterra.com/attivitàVi anticipiamo alcuni punti principali. Nel 2050 saremo 10 miliardi, secondo la Fao, non avremo acqua e suolo in quantità tali da poter soddisfare la richiesta alimentare.Avremo bisogno del doppio delle risorse e ne avremo solo la metà.Ecco, perché secondo noi, va presa in considerazione, con grande attenzione, la pratica dell’agricoltura “IDROPONICA”, un metodo di coltivazione innovativo, non inquinante e sicuro, che può rappresentare il futuro del comparto agricolo.Una tecnica già nota agli Atzechi, ai Babilonesi, ai Cinesi.Negli ultimi decenni la tecnologia ha reso il sistema all’avanguardia tanto che si sta sviluppando in Australia, Cina, Stati Uniti, India, Israele, e in Europa in Olanda, Germania, Inghilterra, Spagna, Italia.Se consideriamo poi che i cambiamenti climatici, le piogge troppo intense, le alluvioni, le bombe d’acqua, i forti venti, mettono ormai a dura prova, sempre più spesso, le coltivazioni all’aperto, è giunto il momento di smettere di sprecare acqua, suolo e di trovare nuove strade meno inquinanti e più sostenibili.Ma come FUNZIONA IL METODO IDROPONICO ?Il metodo idroponico utilizza una tecnica di coltivazione fuori suolo, in cui la terra è sostituita da un substrato inerte (argilla espansa, perlite, vermiculite, fibra di cocco, lana di roccia, zeolite, ecc.) e vengono utilizzati una serie di sistemi high-tech, lampade a led illuminano le piante e imitano la luce del sole, mentre sensori digitali connessi in rete gestiscono il calore interno alla struttura e la distribuzione dell’acqua, monitorando la crescita delle piantine ed elaborando informazioni utili per analizzare il processo.Per funzionare ha bisogno di una serra asettica, un sistema chiuso che PRODUCE per DODICI MESI all’anno, senza sosta e ha bisogno del 90% in meno dell’ACQUA utilizzata nell’agricoltura tradizionale perchè il substrato sterilizzato trattiene, come una spugna, la quantità necessaria alle piante.L’acqua non utilizzata viene recuperata, sterilizzata e usata di nuovo, lo stesso vale per l’aria.Se volete saperne di più, vi consigliamo di leggere il nostro studio, troverete il vertical farm, le esperienze italiane, le esperienze europee e quelle nel resto del mondo (con una bella testimonianza di agricoltura idroponica in Metropolitana a Seoul in Corea, denominata “Metro Farming”) e una breve bibliografia per approfondire.Il nostro SOGNO, come abbiamo scritto nella prefazione al nostro lavoro, è quello di vedere sorgere a Porto Marghera, in un polo industriale, totalmente riconvertito , anche un polo di produzione agricola idroponica, pulito e sostenibile.Gli spazi da utilizzare e i fabbricati dismessi ci sono già, pronti per essere riusati.Due potrebbero essere i settori di punta da sviluppare:- La produzione agricola che potrebbe diventare il riferimento per nutrire la nostra città e tutta l’Area Metropolitana.-La produzione di piante per realizzare tessuti naturali, con annessi laboratori di trasformazione.Buona lettura e se avete suggerimenti scriveteci a – info@abitarelaterra.com

Per la lettura dello studio completo : www.abitarelaterra.com/attivita